"La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale, perchè dalla sua risoluzione dipende la ripresa di fiducia nelle Istituzioni, la effettiva governabilità del Paese e la tenuta del regime democratico."

Enrico Berlinguer




venerdì 24 dicembre 2010

Rubare ai poveri per dare ai ricchi

Il governo ha deciso di tagliare i trasferimenti a favore del trasporto pubblico locale: meno 6,3 miliardi di euro nel 2011 e 8,5 miliardi di euro nel 2012.

Le Regioni si accingono a decurtare i finanziamenti alle Aziende del settore.

I contributi fino ad ora elargiti potranno essere decurtati del 25%.

Si tratta di fondi che da più di un decennio continuano a non essere adeguati all’aumento dei costi dovuti all’inflazione, quando non diminuiti fin dalla loro d’origine.

E’una scelta scellerata, contraria agli interessi di milioni di persone per gli effetti che produrrà in termini di: - peggioramento del servizio, - congestione del traffico, particolarmente nelle città e conseguente maggior inquinamento, - pressione sui lavoratori del settore per l’appesantimento del carico di lavoro, blocco dei salari e riduzioni di organico, cui farà seguito l’aumento della litigiosità sindacale che pagheremo ancora una volta tutti noi.

E pagheremo con l’aumento delle tariffe! Si ipotizzano biglietti di singola corsa a 1,80 euro.

Eccolo il governo del fare in azione, ruba ai poveri per dare ai ricchi!

E’ il governo della di tassa del 5% sui miliardi che rientrano dall’estero, frutto di malaffare o evasione, il governo che non se la sente di applicare imposte patrimoniali né far pagare alle grandi fortune finanziarie quanto pagano negli altri paesi d’Europa, il governo che allarga l’esenzione dell’ICI alle case signorili per poi costringere gli Enti locali a mettere le mani nelle tasche dei cittadini con l’aumento generalizzato delle tariffe (Veritas, rette scolastiche, BIGLIETTI del bus), taglia le borse di studio, allontanando così i figli dei lavoratori e ridisegnando un’istruzione basata anche questa sulla ricchezza individuale.

E’ il governo del lasciar fare, del mercato che si regola da solo, così a pagare saranno ancora una volta i più deboli!

Non investe, infatti, su infrastrutture a servizio dei lavoratori, dei pendolari e delle categorie più disagiate perché i capitali pubblici li dirotta sull’alta velocità e su mega infrastrutture inutili (ponte sullo stretto), destina miliardi di euro ad armamenti destinati ad operazioni di guerra illegittime, l’esito fallimentare delle quali è già sotto gli occhi di tutti, non sceglie l’economia indirizzata al miglioramento della qualità dell’ambiente, della ricerca e dell’innovazione ma rispolvera la produzione di energia nucleare, esponendoci a rischi e offrendo ai posteri il regalo di tonnellate e tonnellate di scorie radioattive.

E‘ il programma del Governo antipopolare di Lega e del PDL, spalleggiato a livello locale dalla Regione:

- rubare ai poveri per dare ai ricchi,

- favorire gli interessi dei grandi gruppi e non sviluppare l’occupazione elaborando programmi a favore del lavoro certo non dequalificato, per produzioni di beni e servizi in grado di favorire il miglioramento della qualità della vita.

Quanti danni dovrà ancora fare prima di essere cacciato?

lunedì 20 dicembre 2010

Eletto Segretario provinciale PDCI Venezia

Care compagne, cari compagni,

il Consiglio Federale di Venezia del 30 novembre scorso, ha eletto il sottoscritto Segretario della Federazione provinciale del nostro Partito.

È un onore per me ricoprire questo incarico che avevo già svolto qualche anno fa.

La mia elezione fa seguito a un lungo periodo di commissariamento e ad una breve reggenza provvisoria da parte di tre compagni.

Ho accettato questo incarico per ricostruire con voi il Partito, con la consapevolezza che i comunisti e la sinistra, possono ancora dare voce e aspettative alle nostre classi di riferimento.

I lavoratori, gli studenti, i disoccupati, i precari che oggi sono mobilitati nelle piazze e nelle fabbriche chiedono una loro chiara rappresentanza nel paese e nelle istituzioni.

Noi abbiamo il compito di difendere i valori che sempre abbiamo rappresentato, per il diritto al lavoro, allo studio, al sociale e per il legittimo principio di uguaglianza, principi messi in discussione dal governo di destra, soggetto principale della crisi che ormai attanaglia da anni il nostro paese e che oggi è ancor più pesante per manifesta incapacità e crisi politica istituzionale

La recentissima nascita della Federazione della Sinistra è per i comunisti la vera novità politica, più importante degli ultimi anni. Non è un cartello elettorale ma il primo passo di un raggruppamento più ampio di forze autenticamente di sinistra ed anche un passo avanti verso l’unità dei comunisti, a partire dai due maggiori partiti (RC e PdCI) che hanno dato vita alla FdS.

Rimangono ancora alcune resistenze da parte di esponenti locali di Rifondazione ma il processo avviato è oramai irreversibile e il mio compito, a cui credo fermamente, è quello di portare avanti questa fase politica unitaria, ratificata dal nostro congresso e a lungo richiesta dai nostri militanti e dalla gente di sinistra che in mancanza di un impegno politico unitario, si sono recentemente estraniati dalla politica.

Il tempo delle discussioni politiche sull' opportunità di avere la Federazione della Sinistra e sul comune percorso politico federativo dei comunisti, è finito con il recente congresso fondativo del novembre scorso, per cui chi non crede all’unità dei comunisti è fuori dalla linea politica del partito ed è mio compito ribadire questo concetto.

Uniti si va avanti, divisi si scompare dal panorama politico italiano.

Naturalmente la segreteria provinciale converge e si identifica totalmente in questa fase politica unitaria, ed è impegnata da subito a ricostruire il rapporto con Rifondazione, con singoli compagni senza partito, per costruire insieme un percorso che porti all’unità organica dei comunisti.

Inoltre siamo impegnati, fin da subito, a ricostruire i rapporti con le Sezioni territoriali e con tutti i nostri compagni purtroppo trascurati in questi ultimi mesi.

Il Comitato Federale di Venezia ha inoltre eletto, su mia proposta, la segreteria che risulta essere così composta:

  • Albarello Marcello: Politiche della scuola e cultura
  • Caccin Daniele: Tesoriere e politiche giovanili
  • Darsiè Renato: Politiche del lavoro
  • Di Cataldo Francesco: politiche del sociale
  • Francescon Gianpiero: politiche del territorio e ambiente
  • Bisso Vittorio Segretario tel 3316248185: organizzazione, rapporti con le altre forze politiche, Federazione della Sinistra, rapporti istituzionali.

Vi ringrazio di cuore e nel salutarvi auguro, anche a nome della segreteria, i migliori auguri di buone feste.

Bisso Vittorio

venerdì 3 dicembre 2010

No alla privatizzazione dell'acqua


MANIFESTAZIONE REGIONALE A VENEZIA

SABATO 04 DICEMBRE 2010

Concentramento ore 14 PIAZZALE STAZIONE

Cortei via terra e via acqua con barche fino a Rialto

Con evento finale e concerti in Erbaria


PER LA M O R A T O R I A DI OGNI PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

PERCHE' IL REFERENDUM SI SVOLGA NEL 2011

PER MODIFICARE LO STATUTO VENETO IN DIFESA DEI BENI COMUNI

PER DIFENDERE GLI ECOSISTEMI FLUVIALI E SALVARE IL TERRITORIO DALLE COLATE DI CEMENTO E DALLE DEVASTAZIONI IDRO-GEOLOGICHE

PER UNIRE LA NOSTRA VOCE ALLE MOBILITAZIONI GLOBALI NEI GIORNI DEL VERTICE DELL'ONU SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI A CANCUN E CHIEDERE GIUSTIZIA AMBIENTALE E SOCIALE

APPELLO VERSO IL 4 DICEMBRE

* Perchè vogliamo la moratoria dei processi di privatizzazione dell'acqua e perchè il referendum si faccia nel 2011.

Oltre un 1.400.000 donne e uomini di questo Paese (oltre 130.000 veneti) hanno firmato i tre quesiti referendari per la ripubblicizzazione dell’acqua, promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel Comitato Promotore.

Hanno posto la loro firma per una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale all'acqua come bene comune, contro ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita.

E' una questione di democrazia: la questione dell'acqua non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum.

Per non tradire la fiducia e le aspettative della popolazione, chiediamo la MORATORIA, attraverso un provvedimento di legge immediato che posticipi le scadenze previste dalla “ legge Ronchi”e per la soppressione degli ATO.

Il 4 dicembre manifesteremo a Venezia da tutto il Veneto

* Perchè vogliamo che nello Statuto della nostra Regione sia previsto a chiare lettere che l'acqua è un diritto universale, che i beni comuni non possono essere trasformati in una merce sui cui fare profitto e che su questi temi si decide tutti.


* Perchè i disastri causati delle alluvioni di queste settimane dimostrano l'impellente necessità di mettere lo stop al consumo di territorio e ad un modello di sviluppo speculativo ed insostenibile e di definire un nuovo Piano Territoriale Regionale ispirato al risparmio del suolo, ad una agricoltura di qualità, all'efficenza energetica del patrimonio edilizio esistente,alla mobilità sostenibile.

Il 4 dicembre manifesteremo a Venezia da Tutto il Veneto come in tutto il mondo

*Perchè la nostra battaglia per l’acqua, per la sua riappropriazione sociale , per la sua gestione pubblica e partecipata si inserisce in un orizzonte più vasto: quello della tutela dei diritti e dei beni comuni, del ciclo dell’acqua, della “ Madre Terra “ nostra casa comune !

Dal 29-11 al 10-12 del 2010 si riunirà a Cancun la 16° COP, dove nell’ambito dell’Onu, i Governi discuteranno su una delle grandi emergenze che il pianeta si trova ad affrontare: quella dei cambiamenti climatici. Vogliamo unire la nostra voce a quella dei movimenti sociali che a Cancun e in tutto il mondo manifesteranno per dire che il cambiamento climatico si combatte con la giustizia sociale e ambientale.


Partecipa il 4 dicembre a Venezia per i Beni Comuni e per la democrazia!

sabato 6 novembre 2010

Oliviero Diliberto a Mestre

Oliviero Diliberto sarà a Mestre mercoledì 10 Novembre

- ore 16.00 presso Ospedale dell'Angelo incontro con i lavoratori e le Rsu per un confronto sui tagli alla sanità e sugli effetti del project financing
- ore 17.00 presso sala teatro dell'Antica scuola dei battuti in via Torre Belfredo le giovani ed i giovani della Fgci incontrano il segretario Diliberto
- ore 18.00 presso la stessa sala attivo regionale degli iscritti aperto ai lavoratori ed alla cittadinanza UNITI CONTRO LA CRISI - difendere il lavoro, unire la sinistra, battere le destre

Partito dei Comunisti Italiani
Venezia
Federazione Giovanile Comunisti Italiani

Festa della Rivoluzione Russa

I Comunisti non si arrendono, non cadono nel gioco di chi, travisando la storia, vorrebbe alimentare l’anticomunismo per far passare l’idea che il mondo migliore sia quello capitalistico, che non ci sia alternativa allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, alle ingiustizie, alle sopraffazioni, al degrado umano e ambientale, all’egoismo.
Il 6 novembre del 1917 (25 ottobre per il calendario Russo) le forze armate bolsceviche, guidate da Lenin, conquistarono il potere e cacciarono il governo reazionario di Kerenskij ed istaurarono un nuovo governo chiamato “Soviet dei Commissari del Popolo”.
Non c’è dubbio che questo è stato l’evento più importante di tutto il ventesimo secolo, l’evento che ha modificato la storia dando a milioni e milioni di lavoratori, in tutto il mondo, la speranza della loro emancipazione. Da quel momento le lotte degli sfruttati di tutti i paesi hanno trovato nell’Unione Sovietica un riferimento importante. Non dimentichiamo poi che, grazie a questo paese socialista e al suo enorme sacrificio di 20 milioni di morti, il nazifascismo ha subito il suo colpo definitivo che lo ha portato alla disfatta. Ed è sempre grazie a questo paese che l’imperialismo USA non ha potuto allargare la sua sfera di influenza nel mondo, molti popoli si sono emancipati e hanno avuto importanti aiuti per le loro lotte di liberazione.
Certo, molti sono stati gli errori fatti dal Partito Comunista Sovietico e dagli apparati burocratici dell’URSS, ma questi non possono mettere in discussione gli ideali che stavano alla base della Rivoluzione d’Ottobre e del ruolo fondamentale che questo paese ha avuto per i popoli del mondo.
Anche quest’anno vogliamo ricordare la Rivoluzione Russa con una Festa dove compagne e compagni possano passare una serata in allegria ma anche di chiacchiere in libertà.

Ci troviamo tutti !!!!

Giovedì 18 novembre 2010

dalle ore 18

Ostaria dai Kankari

Via Fossa Donne

Marano Veneziano – Mira (VE)

Tel. 041 479594

Menù

Primi a scelta:

Ia Kankara

Bigoi in salsa

Pappardelle all’anatra

Secondi a scelta:

anatra

carne ai ferri

Contorni misti

Acqua e vino

contributo 20,00 euro


Proiezione video e “quattro ciacoe” in compagnia

Prenotare entro lunedì 15 novembre ai compagni:

Francesco Di Cataldo 338 3836089

Renato Darsie 348 7039584

Daniele Caccin 3408253454

venerdì 15 ottobre 2010

Chiusura del Passaggio a Livello della Giustizia

Chiusura del Passaggio a Livello della Giustizia, chiediamo garanzie per pedoni e ciclisti!

Lettera aperta al Sindaco e alla Giunta del Comune di Venezia, alla Municipalità di Chirignago-Zelarino, alle forze politiche cittadine, alla cittadinanza

p.c., alla Stampa

Le recenti notizie della stampa in questi giorni annunciano l’ormai prossima la chiusura del passaggio a livello di via Giustizia da parte delle ferrovie.

Come pedoni e ciclisti che quotidianamente percorriamo quella strada per recarci al centro città o alla vicina stazione ferroviaria, siamo seriamente preoccupati.

Via Giustizia rappresenta un fondamentale collegamento del territorio di Chirignago e delle aree limitrofe verso il centro città e la vicina stazione ferroviaria, l’unico facilmente percorribile da biciclette e pedoni. La sua chiusura obbligherebbe i cittadini a percorrere il pericoloso cavalcavia della Giustizia e ad allungare in modo considerevole il percorso per raggiungere la stazione ferroviaria, attraverso via Trento, una strada pericolosa e senza marciapiedi, che sarebbe inoltre attraversata da un traffico ancora maggiore a seguito della chiusura del passaggio a livello in questione.

Vogliamo rivolgerci agli assessori competenti, alle forze politiche della città, ai consiglieri comunali, alla Municipalità di Chirignago-Zelarino, a tutta la cittadinanza perché questo non avvenga.

Chiediamo garanzie affinchè la chiusura del passaggio a livello di via Giustizia sia subordinata alla costruzione del sottopasso ciclopedonale, previsto dagli attuali progetti.

Ricordiamo che su questo e per la creazione di una pista ciclabile lungo via Miranese il nostro gruppo due anni fa aveva raccolto 1600 firme di cittadini.

Vogliamo altresì denunciare come il territorio di Chirignago non abbia visto in questi anni alcuna realizzazione dei percorsi ciclabili previsti dal Biciplan e che conseguentemente viva una situazione critica per quanto riguarda i collegamenti ciclabili con il resto città. Da anni ci stiamo battendo inutilmente perchè sia migliorata la pista ciclabile di via Miranese, perché sia messo in sicurezza il cavalcavia di via Trieste per raggiungere Marghera, perché sia finalmente costruita la pista ciclabile del Rio Cimetto. Anche l’ospedale ormai è diventato irraggiungibile per le nostre biciclette.

Sembra che i politici del nostro territorio siano però poco interessati a queste questioni. La distruzione immotivata del sottopasso ciclabile in corrispondenza del passaggio a livello della Gazzera è avvenuto senza che nessuno si muovesse.

In questi giorni ci mobiliteremo per far valere le nostre ragioni, desiderosi di vivere in una città più vivibile e meno inquinata.

Invitiamo tutti a presenziare il passaggio a livello di via Giustizia il giorno 15 ottobre dalle 16,30 in occasione della conferenza stampa alla quale sono stati invitati politici e amministratori.

Cittadini per la sicurezza ciclabile e pedonale di Chirignago

Fabio Brusò (tel.3357673393)

Antonio Favaretto (tel. 3285844971)

giovedì 14 ottobre 2010

Care compagne e cari compagni,

nel nostro paese PRC e PDCI, assieme ad altri soggetti politici, sociali e sindacali hanno già dato avvio all'importante esperienza della Federazione della Sinistra. Essa rappresenta il tentativo di costruire un soggetto - fatto di forze tra loro autonome e unitarie- dotato di quella massa critica necessaria a rilanciare l'opposizione, il conflitto, la lotta contro le destre e il governo Berlusconi e un disegno di trasformazione sociale.

Nell'ambito di una sinistra più unita e più forte, sono fondamentali, anzi decisivi, il ruolo e la presenza dei comunisti.

Anche a Venezia, come nel resto d'Italia, c'è chi ha assunto l'impegno di lavorare per L'UNITA' DEI COMUNISTI.

E' questa una necessità sociale e politica.

Alla nostra classe di riferimento, all'intero mondo del lavoro, ai giovani, ai precari, alla vasta area della sofferenza sociale, BISOGNA SAPER OFFRIRE UN'IDEA DI SOCIETA' ALTERNATIVA AL CAPITALISMO e per far questo c'è bisogno più che mai di UNIRE E ORGANIZZARE LE COMUNISTE E I COMUNISTI, DOVUNQUE ESSE/I SIANO, IN QUESTO MOMENTO, COLLOCATI: in Rifondazione, nel PDCI, in altre organizzazioni e fuori.

Per Questo riteniamo utile ed interessante l'iniziativa che vi proponiamo (di cui alleghiamo l'invito pubblicato in precedenza su questo blog), organizzata dall'ASSOCIAZIONE MARX XXI, che si svolgerà a VENEZIA il 23 ottobre.

Sarà questa un'occasione importante di conoscenza, di confronto e anche di approfondimento politico unitario; elementi questi che da troppo tempo stanno mancando.


VI INVITIAMO AD ESSERCI E AD ESTENDERE L'INVITO A TUTTI COLORO CHE RITENETE POSSANO ESSERE INTERESSATI.


Arrivederci al 23 ottobre!


Francesco Di Cataldo

Marina Alfier

venerdì 1 ottobre 2010

MARX XXI - Seminario a Venezia

VENEZIA MARX XXI VENEZIA
Giornata seminariale
Sabato 23 ottobre, ore 14.30 - 20.00
Sala San Leonardo - Cannaregio 1584
PER L’ UNITA’ DEI COMUNISTI,
PER L’AUTONOMIA E IL RILANCIO
DI UN PARTITO COMUNISTA DI QUADRI E DI MASSA
Presiede: MARINA ALFIER - Comitato Politico Regionale PRC Veneto
Introduce: FRANCESCO DI CATALDO - PdCI Venezia
RELAZIONI
Quadro internazionale e ruolo dei partiti comunisti
e delle forze antimperialiste mondiali
FRANCESCO FRANCESCAGLIA
Responsabile Dipartimento Esteri PdCI
La crisi del capitale e il ruolo e le proposte dei comunisti
ALESSANDRO VOLPONI
PRC Marche - Consiglio scientifico Marx XXI
Conflitto capitale/lavoro, questione sindacale
e costruzione del blocco sociale per l’alternativa
ALFREDO STRAMBI
Direzione Nazionale PdCI
La crisi del capitale e il ruolo e le proposte dei comunisti
MARIO GEYMONAT - Già Professore di Letteratura Latina
Università Ca’Foscari di Venezia - Consigliere della Fondazione di Venezia
Considerazioni finali
FOSCO GIANNINI
Direzione Nazionale PRC - Coordinatore Nazionale Area de l’ernesto

venerdì 10 settembre 2010

Festa Rossa a Marghera in piazza Mercato

FESTA ROSSA – “PRIMA IL LAVORO!”
11 - 19 SETTEMBRE PIAZZA MERCATO A MARGHERA

Sabato 11 Settembre 2010
ore 18.00 Emanuele Battain: le lotte, l’avvocato, il compagno!
Marco Borghi – Direttore IVESER
Giorgio Molin – Sindacalista FIOM
Franco Turigliatto – Portavoce Naz. Sinistra Critica
Coordina: Valeria Dordit – Segretaria Circolo PRC Giudecca al quale era iscritto Emanuele
ore 21.00: MARCO ROVELLI e Teatro della Cooperativa presentano “SERVI”. Racconti di lavoro migrante. Il paese sommerso dei clandestini al lavoro. Regia di Renato Sarti.

Domenica 12 Settembre 2010
Ore 10.00: Torneo di Briscola
Ore 16.00 Giochi per bambini, intrattenimento e baby dance in collaborazione con l’associazione “L’ANFORA”
ore 21.00 Concerto TALCO – La cretina commedia. Presentazione del nuovo disco della Ska/Punk band

Lunedì 13 Settembre 2010
ore 18.00: Dibattito “No ghe xe ostreghe, né canestreli, volemo i schei!”
Il sistema finanziario che strozza il lavoro autonomo
Romano Calvo – ACTA
Giuseppe Bortolussi – CGIA di Mestre
Elio Bonfanti – Forum Sinistra Alpe Adria
Andrea Bonifacio – PRC Mestre Centro
Coordina: Marcello Albanello – PDCI Venezia
ore 21.00 Concerto PALCO AI GIOVANI con AMANTI DI CAMILLA - AWE – FAIDA

Martedì 14 Settembre 2010
ore 18.00 Dibattito “Signor padrone questa volta...” – Il caso FIAT: delocalizzazioni e destrutturazioni dei diritti dei lavoratori.
Roberta Fantozzi – Segreteria naz. Rifondazione Comunista
Francesca Re David – Segreteria nazionale FIOM
Nicola Nicolosi – Coordinatore Nazionale Lavoro Società – CGIL
Giovanni Barozzino – Operaio di Melfi ingiustamente licenziato dalla FIAT
Parteciperanno i Delegati degli stabilimenti Fiat di: Mirafiori, Brescia, Pomigliano D'Arco, Termini Imprese. Sono stati invitati i Delegati degli stabilimenti di Tichy e Krajuievac.
Coordina: Matteo Gaddi – Dipartimento Nord Rifondazione Comunista
ore 21.00 Concerto SPAZIO ZERO BAND – Cover band musica anni '80

Mercoledì 15 Settembre 2010
ore 18.00 dibattito “Ti sa miga cossa xe Marghera” - Dalla cultura operaia
al piano industriale di Porto Marghera.
Mario Salotto – Delegato Municipalità Marghera Federazione della Sinistra
Italo Sbrogiò – Centro Documentazione Storia Locale Marghera
Ferruccio Brugnaro – Poeta
Luca Trevisan – Segretario FIOM Venezia
Riccardo Colletti – Segretario FILTCEM Venezia
Sebastiano Bonzio – Delegato Politiche del Lavoro Comune di Venezia
Coordina: Aldo Bastasi – Rifondazione Comunista Marghera
ore 21.00: GUALTIERO BERTELLI IN CONCERTO con
GUALTIERO BERTELLI: voce, chitarra, fisarmonica
PAOLO FAVORIDO: pianoforte

Giovedì 16 Settembre 2010
“Unire le lotte!” dall'inchiesta alla mobilitazione contro le bugie leghiste
ASSEMBLEA CON LE RSU DA TUTTO IL VENETO
Coordina: Pietrangelo Pettenò – Consigliere Regionale Federazione della
Sinistra Veneta
ore 21.00 CONCERTO SKA-J - La band ska jazz più veneziana che ci sia!

Venerdì 17 Settembre 2010
ore 18.00 “La Federazione della Sinistra e il lavoro”
Giovanni Vigilante – Resp. Naz. Socialismo 2000
Gian Paolo Patta – Resp. Naz. Lavoro e Solidarietà
Gianni Pagliarini – Ufficio politico PDCI
Paolo Ferrero – Segretario Nazionale Rifondazione Comunista
Coordina: Renato Cardazzo – Segretario Regionale Rifondazione Comunista
Nicola Atalmi – Segretario Regionale Comunisti Italiani
ore 21.00: CLAUDIO RUBERTI e TangOblivion presentano serata di tango
con musica dal vivo dell'ORQUESTA CAMINITO

Sabato 18 Settembre 2010
Ore 18.00: Raccontare il lavoro e il non lavoro. Dialogo tra il mondo del
precariato e gli scrittori ROBERTO FERRUCCI e MARCO FRANZOSO.
Partecipano: Manuel Cecchinato – Insegnante coordinamento Precari
scuola, Stefano Meloni – Musicista precario
ore 21.00: ONLY FOR MONEY – Rhythm and Blues a 360°

Domenica 19 Settembre
Ore 10.00 Torneo di Madrasso
ORE 12.30 PRANZO PER LIBERAZIONE
Menù speciale a prenotazione, a difesa della libera informazione!
Sarà presente la giornalista della redazione politica di Liberazione FRIDA NACINOVICH.
Nel corso del pranzo verranno presentate le prime esperienze della FEDERAZIONE
DELLA SINISTRA NEI LUOGHI DI LAVORO
Ore 16.00 Giochi per bambini, intrattenimento e baby dance in
collaborazione con l’associazione “L’ANFORA”
ore 21.00: CONCERTO STATUTO Original Italian SKA dal 1983
ore 22.30: ESTRAZIONE SOTTOSCRIZIONE A PREMI

lunedì 6 settembre 2010

IL SINDACO LEGHISTA HA PAURA E ... CHIAMA LA QUESTURA!!!!

Voglio pubblicamente denunciare un fatto increscioso e altrettanto inquietante accaduto poche ore fa a Torre di Mosto in provincia di Venezia; lo voglio raccontare perchè ovunque si sappia con chi si ha a che fare qui al nord dove governa la LEGA.
Mi trovavo in un gazebo di Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani, regolarmente autorizzato, quando si sono presentati Sindaco e assessore alla "sicurezza", entrambi leghisti doc, scortati da un vigile della locale Polizia Municipale, con la pretesa di IDENTIFICARE chi stava nel gazebo e perfino chi passava per quel tratto di strada, magari attratto dalla confusione del momento; a detta loro l'identificazione sarebbe stata motivata dal fatto che i leghisti non condividevano il contenuto di un volantino di RC-Comunisti Italiani in distribuzione; si aggiunga che qualche minuto prima il sopracitato assessore alla sicurezza rivolgendosi ad un nostro compagno del posto lo ha apostrofato minacciandolo in chiaro stile mafioso. Io mi sono identificata assumendo la paternità del volantino e del gazebo stesso, visto che l'autorizzazione è stata rilasciata a mio nome; ma i leghisti, che sono profondamente fascisti nel pensare e nell'agire, non contenti, hanno preterso l'identificazione anche di loro concittadini (e non solo) che si fermavano al gazebo.
E' mia opinione che quel Sindaco e quell'assessore, nel coinvolgere un vigile urbano, di sicuro sottratto ad altre mansioni più importanti, semplicemente per la mancata condivisione di un volantino politico, abbiamo abusato del potere che la carica istituzionale conferisce loro. Se in Italia c'è ancora una parvenza di "democrazia", nonostante la lega al Nord,deve esserci la LIBERTA' di espressione delle idee e il contesto deve essere quello della normale dialettica politica. Invece NO! Sono stati identificati e perfino fotografati tutti i presenti; sono state chiamate le forze dell'ordine fornendo il chiaro segnale che chi osa esprimere le proprie opinioni rischia di essere denunciato. Se c'è ancora qualcuno che pensa che il ventennio fascista sia cosa d'altri tempi, venga a Torre di Mosto e in tanti altri luoghi del Nord: sarà costretto a ravvedersi e a dirsi "mi sono sbagliato"!!!

Marina Alfier
Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani del veneto orientale

mercoledì 1 settembre 2010

Nuovo segretario di sezione.

Il Direttivo di sezione, riunitosi il 31 agosto u.s. ha eletto, all'unanimità, il compagno Andrea Berlendis segretario della sezione.
Il compagno Gino Scaggiante è stato confermato tesoriere della sezione.
Ad entrambi gli auguri di buon lavoro.

mercoledì 25 agosto 2010

Attivo degli iscritti

Care compagne e cari compagni , in vista della ripresa dell’attività politica che sarà sicuramente complessa e piena di impegni per il Partito e per la Federazione della Sinistra, e’ convocato:

l'Attivo degli iscritti

venerdi’ 03 settembre – alle ore 17,30 presso la sede della Sezione.

Sarà anche l’occasione di discutere un aggiornamento della nostra linea politica e dello sviluppo della Federazione della Sinistra di Venezia e della festa della Federazione di terraferma che si svolgerà dal 11/09 al 19/09-

Siete invitati a garantire la partecipazione.

Il direttivo di sezione

Comunicato stampa

Lunedì 23 agosto i lavoratori in Cassa Integrazione delle Aeronavali di Tessera ritornano in stabilimento. Di per se questa sembrerebbe una buona notizia, a guastare la festa è che rimarranno solo una settimana. L’Azienda pensa che questo tempo sia sufficiente per convincere una parte di essi a spostarsi a lavorare in altro sito dell’Alenia a Torino, Grottaglie, ecc… Quanto detto conferma quello noi avevamo già scritto il 18 Maggio 2010 al Sindaco di Venezia e al Presidente della Regione Veneto, poi confermato dall’intervista dell’Amministratore Delegato di Alenia Giuseppe Giordo il 22 Luglio 2010, e cioè che per le Aeronavali di Tessera non c’era una vera ipotesi d’inserimento nei piani di Alenia, e i 110/125 impiegati e lavoratori Aeronavali rimangono considerati esuberi. Le trattative in corso con il Governo USA per verificare la possibilità di far fare a Tessera la manutenzione degli aerei impiegati nelle guerre di Iraq e Afghanistan, quallora avessero esito positivo rimangono sempre una soluzione temporanea del problema. Alla fine di agosto è previsto un incontro tra Sindacati e Direzione di Alenia per “rivedere” i criteri dell’applicazione dell’attuale cassa integrazione introducendo quella a rotazione e nel contempo verificare le condizioni per un adeguamento economico per chi continuerà a rimanere in C.I.. Purtroppo le voci fatte circolare dall'Azienda sono che all'incontro con i Sindacti proporanno un immediata C.I. per circa 150 lavoratori. E’ nostro parere che da parte delle Istituzioni Locali - Regione, Comune e Provincia - e da parte Sindacale non si stia facendo quanto sarebbe necessario affinché Alenia consideri nei suoi piani di sviluppo l’impiego degli attuali lavoratori cancellando l’ipotesi dei 120/125 esuberi. Da parte nostra ritorneremo dal Sindaco di Venezia, dal Presidente della Regione Veneto per sollecitarli ad un intervento comune, più incisivo nei confronti del Governo Centrale proprietario di Aeronavali (FINMECCANICA), affinché si assumano anche la responsabilità di indicare I MODI E I TERMINI PER LA REALIZZAZIONE DEL POLO AERONAUTICO A PORTO MARGHERA. Chiediamo infine ai Sindacati di categoria di realizzare l’ipotesi, che sta circolando in stabilimento, e cioè di effettuare un presidio permanente di cassintegrati in azienda al fine di mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema ed effettuare una più forte e incisiva pressione nei confronti della Direzione Aziendale.

La Federazione della Sinistra – PdCI di Venezia

lunedì 31 maggio 2010

Per l'unità dei comunisti

Associazione Politico Culturale Marx XXI
Venerdì 25 Giugno, ore 20.30
Sala del Centro Sociale Aldo Moro
- Piazza Fabris - Carbonera di Treviso
Unità dei comunisti
Le politiche liberiste dell’Unione
Europea e il ruolo dei comunisti
in Italia e in Europa
Introduce: Renata Moro
Marx XXI Treviso

Coordina: Marina Alfier
Comitato politico regionale Veneto PRC

Intervengono
Andrea Catone - Direttore de l’ernesto
Francesco Francescaglia - Resp.le Naz.le Dip.Esteri PdCI
Fosco Giannini- Direzione Nazionale PRC

Associazione Politico Culturale Marx XXI

domenica 30 maggio 2010

Appello ai lavoratori pubblici ed ai cittadini

Sono un dipendente pubblico, non sono un manager pubblico, non sono corrotto, nessuno mi ha pagato la casa a mia insaputa, guadagno mediamente 1200,00 euro al mese, svolgo il mio lavoro con le scarse risorse che lo Stato mi affida, cerco di far fronte alle mille problematiche che i cittadini sono costretti ad affrontare quotidianamente e di risolvere i loro problemi, applico le regole dello Stato per garantire a tutti le stesse possibilità anche se il Governo di questo Stato è insofferente alle regole, garantisco, o almeno ci provo, servizi e diritti.

Sono un cittadino italiano

Eppure per il Governo Berlusconi io non sono tale. Questo Governo mi dice che con la manovra economica non metterà le mani nelle tasche degli italiani ed invece a me le ha già messe togliendomi nel 2008 il 20% del mio salario accessorio che era già nelle mie tasche ed oggi mi blocca i rinnovi contrattuali per i prossimi quattro anni a partire da quello in corso, che significa con l’inflazione che sale che il mio salario perderà potere d’acquisto.
Io non ho provocato la crisi. Eppure a me che ho già dato il Governo chiede un atto di responsabilità perché io non rischio il posto di lavoro come i lavoratori privati però il Governo non dice che nel lavoro pubblico si perderanno con questa manovra 45 mila posti di lavoro, lavoratori a tempo determinato ed interinali, che insieme a noi hanno fino ad oggi permesso agli uffici pubblici di funzionare e che non ci sarà alcun rinnovo generazionale perché bloccano il turn over e tagliano ancora gli organici delle Pubbliche Amministrazioni impedendo qualsiasi tipo di assunzioni.
E se fossi vicino alla pensione rischio di vedere allungato il mio rimanente percorso lavorativo e se invece mi permetteranno di uscire dal lavoro mi dilazioneranno in tre rate il mio TFR, il mio denaro che ho messo via nel corso degli anni, e se fossi una donna dal prossimo anno sarò costretta ad andare in pensione a 62 anni e dal 2016 a 65.

PER TUTTO QUESTO IL 12 GIUGNO A ROMA ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DALLA CGIL DI TUTTO IL LAVORO PUBBLICO E POI ALLO SCIOPERO GENERALE

IO CI SARO’ !

giovedì 27 maggio 2010

Intervista ad Oliviero Diliberto

L’esigenza sociale e storica del partito comunista e la lotta dei comunisti per costruirlo.

di Francesco Maringiò

su l'Ernesto Online del 25/05/2010

Costretto ad un lungo periodo di riposo, a causa di un serio incidente al ginocchio, il compagno Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI, non sembra affatto sotto tono, quando ci accoglie nella sua casa. E lì, circondato dai suoi tanti e amati libri ed una graziosa gattina che ci gira attorno, inizia a parlare. Ed è un fiume in piena. «Accordo di governo, dopo le prossime elezioni nazionali? Sarebbe un errore, un guaio sia per noi che per il Pd, mentre ciascuno dovrà fare la sua, differente, parte. Questa è una crisi di sistema e per uscirne bisogna cambiare il sistema. Del resto i temi posti dai comunisti sono oggi, rispetto alla crisi strutturale del capitale e alle accelerazioni iperliberiste dell’Unione europea, più attuali che mai. Il punto è che occorrerebbe un partito comunista forte, radicato, di lotta e questo partito non c’è. Occorre risolvere il problema, contribuire alla costruzione di un partito comunista di questo tipo. E’ per questo che abbiamo lanciato, ormai da tempo (e solo parzialmente ascoltati) il progetto dell’unità dei comunisti. I comunisti e le comuniste bisogna unirli e unirle. Noi continueremo a lavorare per questo obiettivo e porteremo avanti questo progetto con tutti coloro che saranno disponibili ».

Per leggere tutta l'intervista clicca qui

sabato 17 aprile 2010

Comunicato Stampa di Rosalba Cesini

I voti della sinistra sono stati determinanti per battere la destra e per far vincere Orsoni al primo turno.
Ma il tanto decantato “laboratorio politico veneziano” è miseramente fallito al primo colpo.
Orsoni e il PD hanno voluto dare un segnale del tutto inequivocabile alla Federazione della Sinistra: i vostri voti sono indispensabili per vincere, ma la questione del governo della città è cosa da moderati su cui non dovete mettere bocca!
Si è anche tentato di blandirci con l’offerta di “posti” di governance e persino con la promessa di una generica delega consiliare sul lavoro. Peccato però che il Comune non abbia alcuna significativa competenza in materia, per cui l’incarico sarebbe solo un contentino di facciata - inutile per poter incidere davvero su una situazione tanto drammatica - e persino umiliante per chi, come noi, fa della centralità del lavoro la ragione della propria esistenza.
Il nostro modo di praticare l’azione politica come servizio e rappresentanza, anche istituzionale, del mondo del lavoro, in particolare quello salariato, sembra del tutto obsoleta in un panorama ormai tanto degradato: qui a Venezia, per la fame di poltrone, i maggiori partiti hanno fatto fallire quel “laboratorio” che, in ambito nazionale potrebbe rappresentare l’unica strada per battere Berlusconi ed il suo governo che in questi anni ha fatto strame della Costituzione , fomentato il razzismo e perpetrato una vera e propria macelleria sociale.

Rosalba Cesini

Intervento di Oliviero Diliberto

Ringrazio di cuore, con moltissimo affetto, tutti voi che in questo mese di malattia, dopo un incidente piuttosto serio, mi avete inviato auguri, solidarietà, vicinanza. Mi è servito per superare i primi momenti che sono stati difficili. Non sto ancora bene, ma conto di tornare pienamente in forma nel giro di 3o 4 settimane.
Vorrei offrire a tutti i compagni e ai militanti una riflessione sulla fase e qualche idea sulla prospettiva. Anche perché la situazione non è semplice e richiede lucidità di analisi, grande determinazione e, soprattutto, la straordinaria passione politica dei comunisti.
Abbiamo alle spalle le elezioni regionali che, per ampiezza e numero di votanti, rappresentano un test per tutta la politica italiana. Il dato che emerge, al di là delle reticenze del Pd, è che la destra si consolida. E’ vero che ha perso voti in termini assoluti. Ma è successo a tutti, essendoci stato un ulteriore, drammatico
astensionismo. Nelle più popolose regioni d’Italia – Lombardia e Campania – la destra si afferma in maniera molto netta. Lo fa anche nel Lazio, nonostante l’assenza del Pdl nella provincia più popolosa, quella di Roma. In Calabria il candidato della destra doppia quello del centro sinistra. In tutto il nord, tranne la Liguria, si conferma ed anzi aumenta l’affermazione della Lega, che ha in sé una pulsione eversiva tra le più pericolose nella storia della Repubblica: la regressione sul piano dei principi di eguaglianza, previsti dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Il consolidamento della destra fa sì che Berlusconi, insieme alla Lega e contro una parte della stessa destra, proponga riforme costituzionali che stravolgono complessivamente l’assetto uscito dall’Assemblea Costituente, con una progressiva non applicazione e fino allo stravolgimento sostanziale dei principi costituzionali.
Fenomeno non nuovo. Da un lato è in corso da più di 15/20 anni, con negli ultimi tempi un’ulteriore e drammatica accentuazione; dall’altro c’è l’idea di riformare il sistema, dando veste costituzionale esplicita a quanto già sta concretamente avvenendo. E quel che sta avvenendo è che il parlamento è stato svuotato di ogni potere e chiamato alla semplice ratifica di ciò che viene deciso nel Consiglio
dei ministri. Il più delle volte, peraltro, con il ricorso al voto di fiducia o attraverso decreti legge. Il semipresidenzialismo, con l’elezione diretta del presidente, darebbe un ulteriore, definitivo colpo a quella che per anni è stata chiamata “la centralità del parlamento”.

Queste riforme istituzionali sono, per le note vicende giudiziarie di Berlusconi, connesse all’assalto definitivo al terzo potere della Stato, cioè la magistratura. E l’anomalia italiana sta oggi nel rischio della fine della divisione dei poteri. Il potere legislativo, il parlamento, è asservito al potere esecutivo. Se lo stesso accadesse anche con il potere giudiziario, sarebbe la fine di ogni principio, non dico comunista, ma semplicemente liberale.
Ma nelle società occidentali avanzate vi è un altro potere che, dal celebre film di Orson Welles, viene chiamato il “quarto potere”, quello dell’informazione, oggi completamente in mano al premier. Sia per quanto riguarda l’informazione pubblica che quella privata.
Da questo punto di vista avanzo un’osservazione tutta politica. Nel resto d’Europa vincono le elezioni le forze di opposizione ai governi di destra. Con la crisi economica normalmente viene premiata la forza che sta all’opposizione (penso alle regionali francesi, dove i socialisti, in alleanza con le altre forze della sinistra, hanno vinto in tutte le regioni tranne in una). L’Italia è l’unico caso in cui vince chi sta al governo senza pagare il prezzo della crisi. Perché accade? La mia convinzione è che accade perché la crisi viene accuratamente nascosta in ogni programma d’informazione o di intrattenimento. La responsabilità, molto grande, è anche di chi, avendo governato a più riprese, non è stato in grado o in qualche caso
non ha voluto fare una legge antitrust. Mi riferisco ovviamente al centro sinistra.

Di fronte a questo enorme pericolo, le forze d’opposizione presenti in parlamento sono del tutto inadeguate. Il Pd si dibatte in una crisi d’identità continua che lo paralizza, al punto da essere oggi impantanato in una folle discussione su accettare o meno il dialogo con Berlusconi. L’Idv, dal canto suo, non riesce ad andare oltre una – in fondo sterile ancorché giusta – non sufficiente polemica antiberlusconiana. Come se, eliminato Berlusconi, d’incanto si risolvessero tutti i problemi dell’Italia. Se questo è lo stato del paese, con una destra sempre più preoccupante e con posizioni che non esito a definire eversive, all’interno delle forze di opposizione anche lo stato della sinistra che non è in parlamento, e quindi noi, è
molto serio.

La Federazione della Sinistra ha avuto alle regionali un risultato attorno al 3%. Un esito che ritengo non positivo. Alle europee, un anno fa, prendemmo il 3,4%. Abbiamo subìto una diminuzione sia in termini assoluti che percentuali. E’ un serio campanello d’allarme che non va sottovaluto né taciuto né nascosto sotto il tappeto.
Oscurati completamente dalle tv e dai giornali, i comunisti e la sinistra scontano il fatto di essere completamente invisibili. E’ un’invisibilità che attiene ad un problema di democrazia, perché sono resi invisibili non tanto i dirigenti, ma i milioni di italiani che hanno votato per le forze della sinistra. E’ un vulnus, una ferita molto seria di cui il Pd non si rende conto e, per certi versi, ne è apertamente responsabile. Questo ha portato ad una percezione di non esistenza della sinistra. E se il dato del 3% non è positivo, è tuttavia un segno di esistenza politica che può essere il presupposto per provare a ricostruire. Voglio dire che, a fronte dell’invisibilità assoluta, è un risultato che possiamo definire, senza nessun
eufemismo, accettabile. Dobbiamo tuttavia ricavarne alcune considerazioni di carattere generale.

Avverto l’esigenza – l’ho detto in tanti momenti pubblici e meno
pubblici – che i comunisti, e più in generale la sinistra di classe, si manifestino con un profilo programmatico e di contenuto che oggi non hanno. Non casualmente abbiamo creato nel dicembre scorso, assieme ad altre forze politiche, intellettuali, personalità importanti del mondo della cultura, un’associazione che si chiama Marx XXI. Nei nostri intendimenti deve servire – senza steccati, senza alcuna visione di nicchia partitica – alla costruzione di un progetto ambizioso: elaborare idee nuove, inevitabilmente nuove, che guardino al futuro e che propongano alle grandi masse soluzioni – non soltanto denuncie – dei problemi che affliggono il paese. Faccio un esempio immediato. Si parla di riforme istituzionali. Credo sia dovere dei comunisti cimentarsi con un profilo autonomo, intellettualmente e politicamente, e offrire un contributo, anche se dall’esterno del Parlamento, con le risorse intellettuali – e vorrei dire anche morali – che abbiamo. Ad iniziare da un grande tema di cui nessuno parla più: l’intreccio tra questioni sociali e questioni istituzionali,
presupposto fondativo della Costituzione. Mi riferisco, in particolare, al principio di eguaglianza, sostanziale e non formale, previsto nell’articolo 3 e al tema, oggi negletto, della forma dello Stato, dei suoi organi. Per i costituenti la centralità del Parlamento non era separata dalla prima parte relativa ai diritti e ai principi
fondamentali. Essa era lo strumento ritenuto più idoneo per attuare la prima parte della Costituzione. Il Parlamento era il luogo non solo della mediazione, ma anche del conflitto tra tutte le diverse istanze della società, politiche, sociali, ideologiche, religiose, etniche…

C’è da fare una grande battaglia per un parlamento che sia eletto diversamente, e cioè sulla base del sistema proporzionale puro, il solo a garantire un parlamento davvero rappresentativo anche del conflitto che c’è nella società. Un parlamento realmente rappresentativo della società e di tutte le sue articolazioni di classe è anche, a mio modo di vedere, un formidabile antidoto contro alcuni fenomeni assolutamente deteriori ai quali stiamo assistendo. Penso al dilagare dell’antipolitica, ai partiti espressione di una sola persona e del suo presunto carisma (anche a sinistra), al populismo che dilaga e mina alla radice le ragioni stesse della sinistra di massa. Questo presuppone una ripresa della riflessione
teorica.

Penso poi ad altri grandi temi relativi alla questione sociale e intrecciati alla questione istituzionale: alla revisione del welfare da sinistra in una società profondamente mutata; alle forme dell’organizzazione della politica con la novità epocale rappresentata dai nuovi mezzi dì informazione, dal web, dalla rete, che hanno
annullato la fisicità, il tempo, lo spazio, cioè le vecchie categorie aristoteliche. Occorre che i comunisti siano all’avanguardia e non nella retroguardia a difesa di identità e valori del passato. Valori sacrosanti, perché senza radici non c’è futuro, ma essi vanno difesi guardando avanti.

Se il primo tema è, quindi, squisitamente contenutistico, il secondo è “come siamo”. Le elezioni regionali ci consegnano alcune questioni. Ad esempio come i comunisti e la sinistra stanno dentro uno schema, tutto politico, di alleanze. Vedo dei cerchi concentrici, ovviamente comunicanti tra loro, ma separati e ben distinti uno dall’altro.
Il cerchio più largo è quello della difesa della democrazia. Se è vera l’analisi, pur sommaria e me ne scuso, che ho fatto all’inizio, siamo di fronte ad un’aggressione molto seria al sistema democratico, la più grave dall’inizio della storia repubblicana. E allora credo che sia dovere dei comunisti e della sinistra di classe contribuire ad uno schieramento, il più largo possibile, di coloro che credono nella
Costituzione, credono nella legalità, credono nei principi fondativi della democrazia. Centrosinistra allargato? Non lo so, saranno le concrete dinamiche della politica a determinare quanto largo sarà questo fronte. Ma più largo sarà, più efficacemente potrà provare a sconfiggere una destra così aggressiva, così forte, così pervasiva nella società, anche a livello di massa. Noi comunisti non possiamo
sottrarci ad uno schieramento di questo genere. Sono proprio le elezioni regionali a consegnarci questo problema. In Lombardia, dove ci hanno cacciato scioccamente e, per certi versi, in modo delinquenziale, e in Campania, dove abbiamo scelto di non partecipare all’alleanza, abbiamo ottenuto i risultati in assoluto più deludenti.
Da non ripetere. In uno schema bipolare, che non ci piace ma esiste: stare fuori dalla coalizione non paga. Eppure, nelle Marche, dove siamo stati esclusi perché il Pd ha preferito l’Udc che, per una pregiudiziale ideologica, non voleva i comunisti in coalizione, il risultato è stato buono. Perché? Perché siamo riusciti a coinvolgere Sinistra e Libertà nell’operazione di un polo alternativo, costruendo un’alleanza grande e credibile di tutta la sinistra.

All’interno del cerchio più largo, c’è il tema della sinistra. Noi dobbiamo consolidare la Federazione della Sinistra. La linea dei Comunisti Italiani è nota. Avremmo voluto, vogliamo, continueremo a volere l’unificazione tra i due partiti comunisti, il Pdci e il Prc.
Ma la riunificazione, che a me sembra un fatto rilevante e, vorrei aggiungere, persino di buon senso, si può fare se le due forze sono d’accordo. Sino ad oggi Rifondazione è stata contraria. La Federazione è al momento il livello possibile di unità. Va consolidata. Senza forzature, tenendo conto dei problemi dei territori, ma anche senza tentennamenti, perché l’autosufficienza – vale per noi ed anche per Rifondazione, che ha subito il tracollo più devastante dal 2006 ad oggi – è semplicemente una sciocchezza. So bene quante difficoltà e problemi e diffidenze vi siano in alcune regioni e provincie nel processo federativo. E anche in queste elezioni regionali ne abbiamo registrate non poche. Occorre grande senso di responsabilità, il che non significa che debba essere il Pdci a esercitare la responsabilità più grande. La linea non può e non deve essere altro da quella di un
reciproco equilibrio e pari dignità.

Se fossimo andati ognuno per conto proprio non saremmo stati in grado di eleggere consiglieri regionali. Quest’inedito tentativo di alleanza politica organica, mantenendo ciascuno la propria diversità, è il livello possibile e quindi quello su cui investire.
A partire dalla Federazione e dal simbolo della falce e martello che la contraddistingue, credo che si possa ragionare anche su possibili allargamenti del sistema di alleanze a sinistra. Da questo punto di vista non posso che registrare positivamente il dato della Toscana, al momento il più importante, un esisto addirittura migliore di quello europeo, dove la Federazione s’è alleata con i Verdi. Allo stesso modo è encomiabile il risultato pugliese. In condizioni difficilissime,
essendo la regione di Vendola, senza la soglia di sbarramento, sempre assieme ai Verdi, avremmo eletto due consiglieri. Provare a riconnettere un bacino elettorale a sinistra del Pd che, potenzialmente, è attorno al 6/7%, non è impossibile, pur mantenendo ciascuno, com’è ovvio, la propria identità e la propria autonomia:
politiche, culturali, ideologiche ed organizzative.

Questo ci conduce al terzo cerchio che, all’interno della sinistra e della dinamica del centrosinistra, è rappresentato dai comunisti. Per una somma di circostanze e dopo non poche sconfitte, propongo la seguente riflessione. La questione comunista va tenuta aperta, rilanciata, le va dato un senso nel terzo millennio. E questo è compito dei comunisti italiani, non di altri. Vedo nel nostro partito e nel suo rilancio il baluardo ultimo. E non perché non ci siano tante e tanti comunisti. Ci sono dentro Rifondazione e sparsi nella società. Ma il nostro partito è l’unica forza politica organizzata, radicata nei territori, presente a rete in tutte le provincie e nelle grandi città, che ha posto al centro della sua prospettiva l’unità dei comunisti.

Il nostro partito deve essere a disposizione dell’ambizioso progetto della ricomposizione dei comunisti. Il che significa, molto banalmente ma vale la pena ripeterlo, avere chiaro che oggi, in una fase assolutamente difensiva, si deve fare politica guardando avanti. Siamo l’unica forza che continua a ritenere che si debba operare per il superamento del capitalismo. Non bastano aggiustamenti, pur necessari,
ma un radicale sovvertimento dei rapporti di classe. Per questo ci chiamiamo comunisti. E’ la grande differenza con chi è di sinistra ma non comunista. Da questo punto di vista l’unica speranza è il Pdci.
Nella prospettiva italiana e nella logica europea, dove i partiti comunisti francese, portoghese, greco e cipriota sono andati assai bene alle elezioni, questo ha un senso forte. Mentre un’aggregazione come la Linke tedesca è irripetibile fuori dalla Germania. Perché la Linke non nasce dalla riunificazione di due partiti, ma dalla riunificazione di due Stati, la Germania est e la Germania ovest. A differenza di Rifondazione, noi guardiamo e abbiamo rapporti intensi con grandi paesi governati da partiti comunisti. Nelle forme che si sono di volta in volta determinate nel mondo, dall’Asia all’America Latina al Sudafrica, sono oggi trionfanti. In questa prospettiva – per l’ Italia e come referenti in Italia di un movimento internazionalista –la questione comunista va rilanciata, offrendo un riferimento a tutti quelli che sono comunisti.

Occorre allora che il nostro partito moltiplichi gli sforzi, il tesseramento, il radicamento nei territori, anche laddove oggi è più difficile di ieri. Dove non abbiamo eletto abbiamo poche risorse. E dopo la fine del finanziamento pubblico e la scomparsa dei gruppi parlamentari con i relativi, cospicui versamenti, anche le finanze del partito sono in seria difficoltà. Le misure dolorosissime che abbiamo
dovuto adottare (la sospensione della pubblicazione di Rinascita, il ricorso alla cassa integrazione per alcuni nostri funzionari) vanno nella direzione di un partito che vuole tenacemente resistere nonostante le difficoltà economiche. Non ci piegheranno con il ricatto delle risorse!

Pertanto, chiedo alle compagne e ai compagni uno sforzo straordinario, un’abnegazione anche maggiore che nel passato, il superamento di eventuali delusioni personali, pur comprensibili, per la mancata elezione. Abbiamo il dovere di tenere quanto più possibile caro, prezioso, il nostro partito. Al servizio di un progetto che è quello della trasformazione generale. E’ un compito strategico, assieme
all’unità della sinistra e a un’unità più ampia di tutte le forze democratiche, mantenendo irriducibile la nostra diversità. E’ una diversità che va conservata gelosamente affinché la si possa consegnare un domani alle future generazioni.

Oliviero Diliberto

mercoledì 31 marzo 2010

Elezioni Municipalità Chirignago - Zelarino (Lista Federazione della Sinistra)

Progr. Candidato Preferenze
1. GRANDO ANDREA 76
2. BERLENDIS ANDREA 50
3. LIBRALESSO PAOLO 41
4. CAMPALTO ALESSANDRO 14
5. BARI FRANCESCO 13
6. DI CATALDO FRANCESCO 12
7. RIGOBIANCO LUCA 11
8. SABBADIN PAOLO 11
9. ALFARE' MIRCO 10
10. DE ROCCO ELENA 4
11. SCAGGIANTE GINO 3
12. ZANCARELLO DIANA 3
13. CARRADORI GIULIA 2
14. LORENZON IRENEO 2
15. CAPPELLI MARIO 0
16. FACCHINETTO GIOVANNI 0
17. SCAGGIANTE GRAZIELLA 0
18. ZOCCO MADDALENA 0

Elezioni delle Municipalità 2010

Presidente » Municipalità di Chirignago-Zelarino
Sezioni rilevate: 39 su 39 - Ultimo aggiornamento: 31 marzo 2010 ore 06:10 - Risultati ufficiosi

Candidato voti % voti
MAURIZIO ENZO 11.424 53,18%

STEFANO STOCCO 8.880 41,34%

RENATO BASATO 1.176 5,47%

venerdì 12 marzo 2010

Nicola Atalmi è al nostro fianco

I lavoratori in Veneto stanno pagando in prima persona una crisi senza precedenti con licenziamenti, cassa integrazione e perdita di diritti che il movimento sindacale aveva conquistato in decenni di lotte.
Le condizioni salariali peggiorano continuamente mentre i profitti degli imprenditori e dei manager continuano a salire, in una regione dove le tasse ricadono principalmente sulle buste paga e sulle pensioni e l’illegalita’ nel lavoro è molto diffusa.
C’e’ veramente il rischio che diritti fondamentali come l’istruzione, la salute e l’assistenza diventino di difficile accesso per le famiglie dei lavoratori e dei pensionati, ripristinando un’ingiusta selezione sociale di classe e di casta.
In questa campagna elettorale si sente parlare solo di imprese, infrastrutture, cemento, nuovi inceneritori e centrali nucleari.
Noi pensiamo invece che sia ora per la sinistra di schierarsi in modo netto dalla parte dei lavoratori e dei loro interessi.
Nelle lotte sindacali per la difesa dei posti di lavoro e dei diritti, nelle battaglie a favore dei lavoratori precari, per la difesa dei servizi pubblici, per la sicurezza nel lavoro noi abbiamo sempre visto la presenza del consigliere regionale della Federazione della Sinistra Nicola Atalmi.
Noi sosteniamo Atalmi perché in questi anni ha saputo farsi portavoce in Regione della rabbia e delle ragioni dei lavoratori. Per questo merita il nostro consenso, per questo invitiamo a votarlo scrivendo il suo nome a fianco del simbolo della Federazione della Sinistra.
Aiutaci a far girare questo appello e se vuoi puoi sottoscriverlo inviando una mail a federazionesinistraveneta@gmail.com

Adolfo Caruso Segreteria FILT CGIL Venezia
Affinito Salvatore Segretario Generale FLC CGIL Venezia
Andrea Berlendis RSU Petrolchimico Venezia
Andrea Brignoli Segreteria FILCAMS CGIL Venezia
Anna Maria De Carlo SPI CGIL Lega del Lido Venezia
Caterina Locatelli RSU INPS Venezia
Elena De Rocco SPI CGIL Lega di Mestre
Elghanami Abdessamad Funzione Pubblica CGIL Venezia
Francesco Di Cataldo SPI CGIL Lega di Chirignago Zelarino
Gabriella Meneghetti Direttivo SPI CGIL Venezia
Katia Dal Gesso Comitato Iscritti CGIL Provincia Venezia
Lucio Miotto Responsabile Uff. Handicap CGIL Venezia
Luisella Mazzetto Responsabile CGIL INPS Venezia
Maria Elisa Costantini SPI CGIL Lega di Mestre
Mario Mazzuccato Direttivo FILCAMS CGIL Venezia
Maurizio Bucca RSU Aeronavali Venezia
Mirco Ferrarese Segreteria FP CGIL Venezia
Pierino Bettineschi Responsabile Uff. Immigrazione CGIL Veneto
Sandro Berti RSU ULSS 12 Venezia

Precariare stanca

Il precariato è una questione che non si può più ignorare o considerare marginale: sono a tempo determinato la maggior parte dei contratti che oggi vengono offerti ai giovani, spesso anche laureati. Non si tratta di una semplice “prova” o di un apprendistato, il contratto viene rinnovato ogni tot mesi e molto spesso non è destinato a diventare indeterminato, anzi al momento in cui per legge il contratto deve diventare stabile si viene sostituiti oppure lasciati a casa per un breve periodo per poi essere riassunti con un altro contratto a termine.

Così i lavoratori non sono più persone, ma una merce, un fattore produttivo come qualsiasi altro. Com’è possibile per un giovane nel 2010 progettare il futuro senza nessuna certezza?

www.atalmi.it

giovedì 11 marzo 2010

Manifestazione della Sinistra Veneta

Sabato 13 Marzo 2010
ore 15,30
Piazza Ferretto
Mestre
MANIFESTAZIONE
del centrosinistra veneto
PER LA DEMOCRAZIA, LIBERTA' E LAVORO
E' previsto l'intervento d ROSY BINDI, vice presidente del Senato.
Impegnamoci tutti per una buona riuscita della manidestazione.

martedì 2 marzo 2010

Margherita Hack in Veneto

Margheri Hack viene in Veneto per sostenere la candidatura di Nicola Atalmi alle elezioni regionali, nella lista della Federazione della Sinistra. Con Margherita si discuterà di laicità, difesa della Costituzione, del suo ultimo libro e dell'impegno per ricostruire la sinistra per ridare dignità al lavoro.
Domenica 7 marzo alle ore 16,00 a Padova, sala Veleri in via Valeri 17, zona stazione. Saranno presenti lavoratori di varie R.S.U. tra le quali Zen, Lofra ed Eutelia, artisti e musicisti per raccogliere fondi per i lavoratori in lotta.
Lunedi 8 marzo a Mestre, alle ore 18,00 presso il centro culturale Laurentianum (piazza Ferretto), in occasione della Festa della donna si parlerà di diritti, laicità e sinistra.
Tutti gli iscritti e simpatizzanti sono invitati a partecipare.

domenica 28 febbraio 2010

Festa del Tesseramento 2010


Un Veneto in rete: il programma per i diritti digitali.


L'accesso alla rete deve essere garantito su tutto il territorio della nostra regione e non sottostare agli interessi dei gestori.
Leggi il programma di Nicola Atalmi su:
www.atalmi.it

lunedì 22 febbraio 2010

ALCOA: Zaia Sacconi e Brunetta dimostrino che "prima il Veneto" non è solo uno slogan!

Questa settimana è cruciale per la Alcoa, come per molte altre aziende del veneziano dalla Vynils alla Pansac.
I Ministri veneti, tutti molto impegnati in campagna elettorale, da Zaia a Brunetta passando per Sacconi, devono dimostrare sul campo che lo slogan elettorale "prima il veneto" non è una ennesima presa in giro dei lavoratori.
Non ci accontentiamo di generiche dichiarazioni ottimiste perchè la situazione nel complesso è drammatica.
Evidentemente non bastano gli spot e i tabelloni elettorali, assieme alle bandiere di San Marco distribuite agli operai, ma serve che i tre importanti Ministri veneti si facciano sentire nel Governo per fermare il declino industriale di Marghera e del Veneto.
Bisogna difendere il lavoro ed i lavoratori veneziani e veneti con i fatti e fino ad ora dal Pdl e dalla Lega di fatti e risultati se ne sono visti pochi.

Nicola Atalmi
consigliere regionale Federazione della Sinistra

A cena con Margherita Hack