Il governo ha deciso di tagliare i trasferimenti a favore del trasporto pubblico locale: meno 6,3 miliardi di euro nel 2011 e 8,5 miliardi di euro nel 2012.
Le Regioni si accingono a decurtare i finanziamenti alle Aziende del settore.
I contributi fino ad ora elargiti potranno essere decurtati del 25%.
Si tratta di fondi che da più di un decennio continuano a non essere adeguati all’aumento dei costi dovuti all’inflazione, quando non diminuiti fin dalla loro d’origine.
E’una scelta scellerata, contraria agli interessi di milioni di persone per gli effetti che produrrà in termini di: - peggioramento del servizio, - congestione del traffico, particolarmente nelle città e conseguente maggior inquinamento, - pressione sui lavoratori del settore per l’appesantimento del carico di lavoro, blocco dei salari e riduzioni di organico, cui farà seguito l’aumento della litigiosità sindacale che pagheremo ancora una volta tutti noi.
E pagheremo con l’aumento delle tariffe! Si ipotizzano biglietti di singola corsa a 1,80 euro.
E’ il governo della di tassa del 5% sui miliardi che rientrano dall’estero, frutto di malaffare o evasione, il governo che non se la sente di applicare imposte patrimoniali né far pagare alle grandi fortune finanziarie quanto pagano negli altri paesi d’Europa, il governo che allarga l’esenzione dell’ICI alle case signorili per poi costringere gli Enti locali a mettere le mani nelle tasche dei cittadini con l’aumento generalizzato delle tariffe (Veritas, rette scolastiche, BIGLIETTI del bus), taglia le borse di studio, allontanando così i figli dei lavoratori e ridisegnando un’istruzione basata anche questa sulla ricchezza individuale.
Non investe, infatti, su infrastrutture a servizio dei lavoratori, dei pendolari e delle categorie più disagiate perché i capitali pubblici li dirotta sull’alta velocità e su mega infrastrutture inutili (ponte sullo stretto), destina miliardi di euro ad armamenti destinati ad operazioni di guerra illegittime, l’esito fallimentare delle quali è già sotto gli occhi di tutti, non sceglie l’economia indirizzata al miglioramento della qualità dell’ambiente, della ricerca e dell’innovazione ma rispolvera la produzione di energia nucleare, esponendoci a rischi e offrendo ai posteri il regalo di tonnellate e tonnellate di scorie radioattive.
- rubare ai poveri per dare ai ricchi,
- favorire gli interessi dei grandi gruppi e non sviluppare l’occupazione elaborando programmi a favore del lavoro certo non dequalificato, per produzioni di beni e servizi in grado di favorire il miglioramento della qualità della vita.
Quanti danni dovrà ancora fare prima di essere cacciato?
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