"La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale, perchè dalla sua risoluzione dipende la ripresa di fiducia nelle Istituzioni, la effettiva governabilità del Paese e la tenuta del regime democratico."

Enrico Berlinguer




mercoledì 15 luglio 2009

Per un nuovo inizio

Cari compagni e compagne,
la crisi sta mostrando una volta di più il volto distruttivo del capitalismo e delle politiche liberiste. Parimenti mostra il fallimento delle politiche socialdemocratiche in tutta Europa e del centrosinistra in Italia.
Nella debolezza dell’opposizione e della sinistra, la crisi sociale si impasta con la crisi della politica, producendo guerre tra i poveri che si esprimono in separatezza dalla politica, in astensione, quando non in consenso alle destre razziste.
Abbiamo quindi dinnanzi un compito tanto grande quanto necessario, quello di costruire una efficace opposizione sociale, politica e culturale, in grado di proporre e rendere credibile una uscita da sinistra dalla crisi, lungo una strada contrapposta alle ricette della destra e alternativa al liberismo temperato proposto dal centrosinistra.
A tal fine è assolutamente necessario costruire un punto di riferimento politico della sinistra di alternativa, che abbia massa critica e programmi tali da risultare credibile per tutti coloro che stanno subendo e pagando la crisi e che si ponga l’obiettivo di aggregare tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali che come noi sentono questa urgenza.
Riteniamo che gli elementi fondanti di questo processo di aggregazione siano principalmente quattro:
In primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale. Occorre rimettere al centro la lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici che in questi decenni ha assunto caratteristiche barbariche e completamente inaccettabili: dalla disoccupazione strutturale nel mezzogiorno alla precarizzazione del lavoro alla sistematica compressione salariale il lavoro è tornato ad essere pura merce, variabile dipendente di un sistema che ha glorificato il profitto. Vogliamo ripartire dal lavoro nella piena consapevolezza che la lotta contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo o si connette strettamente alla lotta dello sfruttamento dell’uomo sulla donna, dell’uomo sulla natura oppure è incapace di proporre una uscita dallo stato di cose presente. Per questo per noi la lotta per la liberazione del lavoro si deve connettere alla lotta contro la distruzione dell’ambiente, per i beni pubblici a partire dall’acqua e lo sviluppo di un consumo critico, alla lotta contro il sessismo e il patriarcato, per l’autodeterminazione degli individui e delle comunità. Questa critica radicale agli assetti capitalistici implica una battaglia rigorosa per mantenere scuola, istruzione, conoscenza, ricerca e in generale i saperi al riparo dalla privatizzazione e dalla mercificazione:la lotta per la scuola pubblica è dunque prioritaria.
In secondo luogo una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l’espulsione del tema dell’alternativa dalla politica. La battaglia contro il bipolarismo, che tende a produrre l'impermeabilità delle istituzioni nei confronti del conflitto, una alternanza tra simili e che nel concreto del caso italiano è il contesto in cui è nato e cresciuto il berlusconismo, è per noi un punto centrale. La costruzione di un movimento di massa per una uscita da sinistra dalla crisi ha quindi nella battaglia per il proporzionale, contro ogni tendenza autoritaria, contro le mafie e i loro intrecci con la politica, il suo corrispettivo sul piano istituzionale.
In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti. In questi anni larga parte di chi si è battuto a sinistra lo ha fatto al di fuori dei partiti e la possibilità di costruire una sinistra di alternativa degna di questo nome è possibile solo dentro una rinnovata critica della politica che veda una interlocuzione paritaria tra tutti i soggetti coinvolti.
In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista. Nella lotta per la giustizia e la libertà delle generazioni che ci hanno preceduto, combattuta sotto le insegne delle bandiere rosse, della falce e del martello, noi riconosciamo la nostra storia e questa storia deve proseguire a partire da una rifondazione delle pratiche, delle teorie, delle forme organizzative.
La proposta che avanziamo trova la sua collocazione politica naturale nel contesto di tutte le forze della sinistra europea che si collocano a sinistra delle socialdemocrazie e che hanno ottenuto significativi consensi nelle ultime elezioni europee, come in Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Olanda e nei paesi nordici.
In Italia la costruzione di un polo della sinistra di alternativa si rivela difficile sia per le divisioni a sinistra, e per il rischio che esse si vengano ora cristallizzando, sia per la volontà delle forze politiche rappresentate in parlamento di imporre un sistema bipolare chiuso, attraverso meccanismi istituzionali (clausole di sbarramento a tutti i livelli, discriminazione dell’accesso al servizio televisivo e al finanziamento pubblico), che aggravano ulteriormente gli effetti di leggi elettorali che contrastano con il principio del pluralismo rappresentativo e con la garanzia del pari diritto dei cittadini alla partecipazione politica. Alla costruzione di un sistema bloccato, che assume i caratteri di un nuovo regime, Pd e IdV hanno mostrato di voler concorrere non meno dei partiti di centrodestra.
E’ necessario dunque un vero e proprio salto di qualità dell’iniziativa politica, ideale e sociale della sinistra di alternativa.
Proponiamo pertanto di dar vita a una Federazione unitaria che comprenda – oltre alle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista – tutti i soggetti politici, i movimenti e le persone che avvertono l’urgenza di affrontare insieme i compiti che ci sono davanti e che abbiamo prima indicato nelle linee generali.
Riteniamo indispensabile che la Federazione che proponiamo introduca profonde innovazioni nel modo di fare politica, a partire dai rapporti tra incarichi politici e incarichi istituzionali, per ricostruire una nuova etica pubblica, per consentire l’effettiva partecipazione di tutti gli aderenti alle decisioni e per ridare centralità alla pratica sociale.
Vogliamo discutere nel modo più diffuso e aperto della nostra proposta unitaria e a tal fine proponiamo quindi di vederci il 18 luglio alle ore 9,30 a Roma al Centro Congressi di via Frentani.

Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi, Vittorio Agnoletto, Margherita Hack, Lidia Menapace,Bruno Amoroso, Elio Bonfanti, Nicoletta Bracci, Buccellato Benedetta, Elena Canali, Valerio Evangelisti,Barbara Fois, Massimo Gatti, Heidi Giuliani, Ibrahima Niane, Rita Lavaggi, Maria Rita Lodi, Maria Rosaria Marella, Nicola Nicolosi, Omar Sheikh Esahaq, Gian Paolo Patta, Tonino Perna, Saleh Bassam, Raffaele K. Salinari, Laura Stochino, Ermanno Testa, Vauro, Mario Vegetti, Massimo Villone

giovedì 14 maggio 2009

Piste ciclabili: le nostre priorità

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
Municipalità di Chirignago - Zelarino

COMUNICATO
Piste ciclabili: le nostre priorità.

Il problema della viabilità e della sicurezza per cicli e pedoni nelle strade della Municipalità di Chirignago – Zelarino è sempre stato molto preoccupante.
Pensiamo che il problema non si possa risolvere costruendo nuove strade che, come dimostrato, incentivano ad un uso maggiore delle auto, ma, al contrario, va potenziato il sistema di trasporto su rotaia, sui mezzi pubblici urbani ed extraurbani, la mobilità con biciclette e i percorsi pedonali.
Siamo, dunque, per interventi alternativi all’uso dell’auto più inquinante, più pericolosa e più costosa.

Il nostro territorio è quello che subisce di più il pesante carico del traffico stradale di attraversamento. Infatti, è attraversato da due grandi direttrici, Via Miranese e Via Castellana, che dalla periferia conducono al centro di Mestre, e dalla tangenziale che, seppur con meno traffico di camion dopo l’apertura del Passante, rimane un’arteria molto utilizzata che, oltretutto, divide la Municipalità dal resto di Mestre.
In questa situazione, ancor più importanti sono gli interventi che riducono il traffico privato, con il conseguente potenziamento di quello pubblico, che favoriscono l’uso della bicicletta e che mettono in sicurezza le strade per ciclisti e pedoni.
Chiediamo alla Regione, al Comune e alla Municipalità un maggior impegno in questa direzione.
Il Comune, a suo tempo, ha approvato un progetto complessivo, definito Biciplan, costruito con la collaborazione dei cittadini, in cui si definiscono i percorsi ciclabili da costruire in tutto il territorio comunale.
Noi condividiamo le proposte in esso contenute, in particolare per la nostra Municipalità, il percorso n°7 lungo la Via Castellana, in fase di costruzione, l’itinerario n°4 (Asseggiano – Valsugana) sul sedime del tratto di ferrovia dismesso della Valsugana e il percorso n°3 (Graspo d’Uva – Giustizia).
In particolare il percorso n°4 riveste priorità assoluta perché offre la possibilità strategica di collegare due strade parallele come Via Miranese e Via Asseggiano e due zone della Municipalità che prima erano separate dalla ferrovia.
Anche il percorso n°3 (Graspo d’Uva – Giustizia) che dovrebbe correre lungo tutto l’alveo del vecchio corso d’acqua del Rio Cimetto, riveste notevole importanza perché è parallelo alla Via Miranese, ma corre tra zone residenziali tranquille e aree verdi. Su questa pista ciclabile chiediamo un maggiore impegno per permettere tempi brevi di realizzazione.
Infine riteniamo sia urgente la costruzioni di percorsi ciclabili di collegamento tra Chirignago e Zelarino, per favorire un maggior rapporto fra i cittadini e un miglior accesso ai servizi (uffici comunali e della Municipalità, distretto sanitario di Via Calabria, Ospedale, ecc.).

Queste sono le proposte che i comunisti del nostro territorio sostengono con convinzione.

6 maggio 2009

domenica 29 marzo 2009

Comunisti uniti


Una lista «anticapitalista» unitaria per i Comunisti italiani e Rifondazione comunista, che si presenteranno sotto lo stesso simbolo insieme a Socialismo 2000 e Consumatori uniti. Una sfida per le prossime europee, ma non solo perché «le forze che danno vita alla lista si impegnano a continuare il coordinamento della loro iniziativa politica anche dopo le elezioni».

È quanto si legge nel documento sottoscritto dalle quattro formazioni, che sabato 28 marzo hanno presentato il simbolo in una conferenza stampa a Roma.

«Finalmente i comunisti tornano a presentarsi uniti alle elezioni dopo tanti anni. Torna la falce e martello sulle schede; o meglio, per la prima volta da tanto tempo ci sarà solo "una' falce e martello"», sottolinea il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto. Della necessità di «costruire la sinistra in Italia e in Europa» parla per il Prc Paolo Ferrero, che ribadisce «noi aderiremo al gruppo unito della sinistra in Europa, che fa opposizione politica al trattato di Maastricht e al trattato di Lisbona, che sono all'origine di questa crisi economica».

Rinasce l'opposizione politica e sociale, nelle stesse ore in cui la destra al governo si autocelebra nella sua kermesse congressuale. Al populismo berlusconiano e al post-fascismo interclassista, i comunisti rispondono rilanciando un progetto di azione politica unitaria, radicato nella società, critico nei confronti di un sistema diseguale fondato sullo sfruttamento. Per la difesa del lavoratori, dei loro salari e diritti, dei loro interessi e condizioni di vita, ora c'è un voto utile, «di classe».
Con questo simbolo ci presenteremo uniti anche alle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Venezia.

VOTA COMUNISTA

venerdì 27 marzo 2009

COMUNISTI UNITI

Venerdi 27 marzo, alle ore 17,30, in Emeroteca (Piazza Ferretto a Mestre), Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani terranno un'assemblea pubblica per ufficializzare la decisione di andare uniti alle elezioni non solo Europee ma anche provinciali.
SI ANDRA' CON UN'UNICO SIMBOLO E CON UN'UNICA LISTA.
La lista è aperta al contributo di Associazioni, movimenti, Comitati e sindacati.

E' UN PRIMO PASSO, IMPORTANTISSIMO, MA E' SOLO UN PRIMO PASSO. PERCHE' E' NECESSARIO RICOSTRUIRE NEL NOSTRO PAESE UN GRANDE PARTITO COMUNISTA CHE SAPPIA RAPPRESENTARE GLI INTERESSI, PRIMA DI TUTTO, DEI LAVORATORI, DEI GIOVANI, DEI PENSIONATI DEI PICCOLI ARTIGIANI E COMMERCIANTI E DI TUTTI I SETTORI PIU' DEBOLI DELLA SOCIETA'.

venerdì 20 marzo 2009

Sciopero e Democrazia

È in atto un tentativo strisciante di attacco a tappeto alla democrazia italiana. Quella conquistata con le armi dal popolo italiano unito contro fascismo e nazismo. Quella difesa poi dalle grandi lotte unitarie degli anni sessanta e settanta. Quella diventata parte integrante della convivenza civile vera e propria.

In una situazione drammatica di crisi un governo letteralmente dei padroni tenta ora un affondo, mai tentato prima d'ora, su diritti fondamentali. Prima hanno tentato di cancellare il contratto nazionale di lavoro, poi hanno legittimato la giustizia privata con le ronde, ora attaccano a fondo il diritto di sciopero. È un disegno netto di governo autoritario e repressivo di ogni conflitto. Non solo nei servizi pubblici. Si comincia da qui per poi arrivare all'universo del lavoro dipendente.

Con questo disegno di legge delega:
• si introduce il cosiddetto “sciopero virtuale”, cioè in alcune realtà lavorative il lavoratore che aderisce agli scioperi continua a lavorare ma senza stipendio;
• si impone la rappresentatività minima del 50% per i sindacati che proclamano sciopero e il referendum preventivo tra i lavoratori per la sua proclamazione;
• impone l’obbligo al lavoratore che aderisce allo sciopero di comunicarlo anticipatamente;
• è previsto il controllo “politico” da parte del Governo sulla partecipazione agli scioperi.

Pensano che i lavoratori sono più deboli dentro la crisi, che la loro capacità di risposta è fiaccata dalla divisione sindacale, che l'assenza della sinistra nelle istituzioni rappresentative agevola il loro disegno.
E’ per questo che oggi il Governo di destra sta sferrando questo duro attacco contro i diritti e la democrazia.

Ma hanno fatto male i loro conti. Il movimento dei lavoratori, con in testa la CGIL, i comunisti e tutta la sinistra, le forze sinceramente democratiche sapranno e dovranno mettere in campo tutta la loro forza ed aprire una dura battaglia.

La lotta vincente contro l’attacco allo Statuto dei Lavoratori, portato avanti dal Governo Berlusconi nel 2003, sostenuta prima di tutto dalla CGIL e dalla sinistra, è la prova concreta che con la lotta unitaria e di massa si può vincere.


Partito dei Comunisti Italiani
Sezione XXV Aprile di Mestre
Sezione di Chirignago – Zelarino c.i.p. mestre 1.3.2009

mercoledì 18 marzo 2009

LA SALUTE NON E' UNA MERCE

HANNO TRASFORMATO LA USSL IN AZIENDE E I PAZIENTI IN CLIENTI COSTRETTI A PAGARE CIFRE ALTISSIME PER FARE UNA VISITA SPECIALISTICA CON IL MEDICO DI FIDUCIA PERCHE’ CON L’IMPEGNATIVA NON E’ POSSIBILE O PERCHE’ CI SONO LISTE D’ATTESA LUNGHISSIME.
CITTADINI COSTRETTI A FARE UN SACCO DI TELEFONATE IN GIRO PER IL VENETO PER AVERE UN ESAME IN TEMPI DECENTI.

IN QUESTA SITUAZIONE E’ EVIDENTE CHE CHI HA PIU’ SOLDI PUO’
“COMPRARSI” UNA SALUTE MIGLIORE.

NEL MERCATO DELLA SALUTE OVVIAMENTE ANCHE LA GESTIONE DEI SERVIZI RIENTRA NELLA LOGICA DEL PROFITTO, E COSI’ SI PRIVATIZZANO PEZZI INTERI DELLA SANITA’, ADDIRITTURA ANCHE GLI OSPEDALI PUBBLICI.

ECCO QUELLO CHE DOVETE SAPERE:
• IL NUOVO OSPEDALE COSTERA’ CIRCA 300 MILIONI DI EURO;
• LA REGIONE VENETO DOVREBBE PAGARE L’INTERA STRUTTURA MA IN REALTA’ FINANZIERA’ IL 40% DELL’OPERA;
• IL 10% CIRCA LO PAGHERA’ L’ASL 12 CON I RICAVI DELLA VENDITA DELL’AREA DELL’OSPEDALE UMBERTO I°;
• IL RIMANENTE 50% CIRCA, PARI A 180 MILIONI DI EURO, VERRA’ FINANZIATO DA SOCIETA’ PRIVATE CHE AVRANNO COME CONTROPARTITA LA GESTIONE DI SERVIZI SANITARI “AD ALTO VALORE AGGIUNTO”, CIOE’ CHE PERMETTONO GRANDI PROFITTI (RADIOLOGIA, NEURORADIOLOGIA, LABORATORIO ANALISI, DIALISI, ECC..), PER 30 ANNI ;
• PER RIMBORSARE I PRIVATI DELL’INVESTIMENTO L’ASL DOVRA’ VERSARE RATE MENSILI CHE VERRANNO PRELEVATE DAL “FONDO DI COMPETENZA”, CIOE’ DAL FONDO CHE SERVE PER PAGARE I SERVIZI. CIOE’ SI RIDURRANNO LE RISORSE PER I SERVIZI SANITARI;
• CON LA NUOVA STRUTTURA E’ PREVISTA UNA RIDUZIONE DEI POSTI LETTO SENZA ALCUN AMPLIAMENTO DEI SERVIZI SANITARI TERRITORIALI;
• LA QUALITA’ DEI SERVIZI GESTITI DAI PRIVATI NON SARA’ CONTROLLABILE E VALUTABILE NE DAI CITTADINI NE DALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI CHE RAPPRESENTANO I LAVORATORI.

IN CONCLUSIONE LA REGIONE RISPARMIERA’ SOLDI, I PRIVATI AVRANNO
GRANDI PROFITTI E I CITTADINI AVRANNO MENO SERVIZI.

I COMUNISTI ITALIANI CONDIVIDONO L’ESIGENZA DI UN NUOVO OSPEDALE PIU’ EFFICIENTE E MODERNO, MA RITENGONO INACETTABILE CHE QUESTA NECESSITA’ VENGA UTILIZZATA PER FAR PASSARE LA PRIVATIZZAZIONE DELLA SANITA’ PUBBLICA CON PESANTI RICADUTE SUI CITTADINI A PARTIRE DAI PIU’ DEBOLI.

PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
SEZIONE DI CHIRIGNAGO – ZELARINO