"La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale, perchè dalla sua risoluzione dipende la ripresa di fiducia nelle Istituzioni, la effettiva governabilità del Paese e la tenuta del regime democratico."

Enrico Berlinguer




venerdì 24 dicembre 2010

Rubare ai poveri per dare ai ricchi

Il governo ha deciso di tagliare i trasferimenti a favore del trasporto pubblico locale: meno 6,3 miliardi di euro nel 2011 e 8,5 miliardi di euro nel 2012.

Le Regioni si accingono a decurtare i finanziamenti alle Aziende del settore.

I contributi fino ad ora elargiti potranno essere decurtati del 25%.

Si tratta di fondi che da più di un decennio continuano a non essere adeguati all’aumento dei costi dovuti all’inflazione, quando non diminuiti fin dalla loro d’origine.

E’una scelta scellerata, contraria agli interessi di milioni di persone per gli effetti che produrrà in termini di: - peggioramento del servizio, - congestione del traffico, particolarmente nelle città e conseguente maggior inquinamento, - pressione sui lavoratori del settore per l’appesantimento del carico di lavoro, blocco dei salari e riduzioni di organico, cui farà seguito l’aumento della litigiosità sindacale che pagheremo ancora una volta tutti noi.

E pagheremo con l’aumento delle tariffe! Si ipotizzano biglietti di singola corsa a 1,80 euro.

Eccolo il governo del fare in azione, ruba ai poveri per dare ai ricchi!

E’ il governo della di tassa del 5% sui miliardi che rientrano dall’estero, frutto di malaffare o evasione, il governo che non se la sente di applicare imposte patrimoniali né far pagare alle grandi fortune finanziarie quanto pagano negli altri paesi d’Europa, il governo che allarga l’esenzione dell’ICI alle case signorili per poi costringere gli Enti locali a mettere le mani nelle tasche dei cittadini con l’aumento generalizzato delle tariffe (Veritas, rette scolastiche, BIGLIETTI del bus), taglia le borse di studio, allontanando così i figli dei lavoratori e ridisegnando un’istruzione basata anche questa sulla ricchezza individuale.

E’ il governo del lasciar fare, del mercato che si regola da solo, così a pagare saranno ancora una volta i più deboli!

Non investe, infatti, su infrastrutture a servizio dei lavoratori, dei pendolari e delle categorie più disagiate perché i capitali pubblici li dirotta sull’alta velocità e su mega infrastrutture inutili (ponte sullo stretto), destina miliardi di euro ad armamenti destinati ad operazioni di guerra illegittime, l’esito fallimentare delle quali è già sotto gli occhi di tutti, non sceglie l’economia indirizzata al miglioramento della qualità dell’ambiente, della ricerca e dell’innovazione ma rispolvera la produzione di energia nucleare, esponendoci a rischi e offrendo ai posteri il regalo di tonnellate e tonnellate di scorie radioattive.

E‘ il programma del Governo antipopolare di Lega e del PDL, spalleggiato a livello locale dalla Regione:

- rubare ai poveri per dare ai ricchi,

- favorire gli interessi dei grandi gruppi e non sviluppare l’occupazione elaborando programmi a favore del lavoro certo non dequalificato, per produzioni di beni e servizi in grado di favorire il miglioramento della qualità della vita.

Quanti danni dovrà ancora fare prima di essere cacciato?

lunedì 20 dicembre 2010

Eletto Segretario provinciale PDCI Venezia

Care compagne, cari compagni,

il Consiglio Federale di Venezia del 30 novembre scorso, ha eletto il sottoscritto Segretario della Federazione provinciale del nostro Partito.

È un onore per me ricoprire questo incarico che avevo già svolto qualche anno fa.

La mia elezione fa seguito a un lungo periodo di commissariamento e ad una breve reggenza provvisoria da parte di tre compagni.

Ho accettato questo incarico per ricostruire con voi il Partito, con la consapevolezza che i comunisti e la sinistra, possono ancora dare voce e aspettative alle nostre classi di riferimento.

I lavoratori, gli studenti, i disoccupati, i precari che oggi sono mobilitati nelle piazze e nelle fabbriche chiedono una loro chiara rappresentanza nel paese e nelle istituzioni.

Noi abbiamo il compito di difendere i valori che sempre abbiamo rappresentato, per il diritto al lavoro, allo studio, al sociale e per il legittimo principio di uguaglianza, principi messi in discussione dal governo di destra, soggetto principale della crisi che ormai attanaglia da anni il nostro paese e che oggi è ancor più pesante per manifesta incapacità e crisi politica istituzionale

La recentissima nascita della Federazione della Sinistra è per i comunisti la vera novità politica, più importante degli ultimi anni. Non è un cartello elettorale ma il primo passo di un raggruppamento più ampio di forze autenticamente di sinistra ed anche un passo avanti verso l’unità dei comunisti, a partire dai due maggiori partiti (RC e PdCI) che hanno dato vita alla FdS.

Rimangono ancora alcune resistenze da parte di esponenti locali di Rifondazione ma il processo avviato è oramai irreversibile e il mio compito, a cui credo fermamente, è quello di portare avanti questa fase politica unitaria, ratificata dal nostro congresso e a lungo richiesta dai nostri militanti e dalla gente di sinistra che in mancanza di un impegno politico unitario, si sono recentemente estraniati dalla politica.

Il tempo delle discussioni politiche sull' opportunità di avere la Federazione della Sinistra e sul comune percorso politico federativo dei comunisti, è finito con il recente congresso fondativo del novembre scorso, per cui chi non crede all’unità dei comunisti è fuori dalla linea politica del partito ed è mio compito ribadire questo concetto.

Uniti si va avanti, divisi si scompare dal panorama politico italiano.

Naturalmente la segreteria provinciale converge e si identifica totalmente in questa fase politica unitaria, ed è impegnata da subito a ricostruire il rapporto con Rifondazione, con singoli compagni senza partito, per costruire insieme un percorso che porti all’unità organica dei comunisti.

Inoltre siamo impegnati, fin da subito, a ricostruire i rapporti con le Sezioni territoriali e con tutti i nostri compagni purtroppo trascurati in questi ultimi mesi.

Il Comitato Federale di Venezia ha inoltre eletto, su mia proposta, la segreteria che risulta essere così composta:

  • Albarello Marcello: Politiche della scuola e cultura
  • Caccin Daniele: Tesoriere e politiche giovanili
  • Darsiè Renato: Politiche del lavoro
  • Di Cataldo Francesco: politiche del sociale
  • Francescon Gianpiero: politiche del territorio e ambiente
  • Bisso Vittorio Segretario tel 3316248185: organizzazione, rapporti con le altre forze politiche, Federazione della Sinistra, rapporti istituzionali.

Vi ringrazio di cuore e nel salutarvi auguro, anche a nome della segreteria, i migliori auguri di buone feste.

Bisso Vittorio

venerdì 3 dicembre 2010

No alla privatizzazione dell'acqua


MANIFESTAZIONE REGIONALE A VENEZIA

SABATO 04 DICEMBRE 2010

Concentramento ore 14 PIAZZALE STAZIONE

Cortei via terra e via acqua con barche fino a Rialto

Con evento finale e concerti in Erbaria


PER LA M O R A T O R I A DI OGNI PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

PERCHE' IL REFERENDUM SI SVOLGA NEL 2011

PER MODIFICARE LO STATUTO VENETO IN DIFESA DEI BENI COMUNI

PER DIFENDERE GLI ECOSISTEMI FLUVIALI E SALVARE IL TERRITORIO DALLE COLATE DI CEMENTO E DALLE DEVASTAZIONI IDRO-GEOLOGICHE

PER UNIRE LA NOSTRA VOCE ALLE MOBILITAZIONI GLOBALI NEI GIORNI DEL VERTICE DELL'ONU SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI A CANCUN E CHIEDERE GIUSTIZIA AMBIENTALE E SOCIALE

APPELLO VERSO IL 4 DICEMBRE

* Perchè vogliamo la moratoria dei processi di privatizzazione dell'acqua e perchè il referendum si faccia nel 2011.

Oltre un 1.400.000 donne e uomini di questo Paese (oltre 130.000 veneti) hanno firmato i tre quesiti referendari per la ripubblicizzazione dell’acqua, promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel Comitato Promotore.

Hanno posto la loro firma per una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale all'acqua come bene comune, contro ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita.

E' una questione di democrazia: la questione dell'acqua non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum.

Per non tradire la fiducia e le aspettative della popolazione, chiediamo la MORATORIA, attraverso un provvedimento di legge immediato che posticipi le scadenze previste dalla “ legge Ronchi”e per la soppressione degli ATO.

Il 4 dicembre manifesteremo a Venezia da tutto il Veneto

* Perchè vogliamo che nello Statuto della nostra Regione sia previsto a chiare lettere che l'acqua è un diritto universale, che i beni comuni non possono essere trasformati in una merce sui cui fare profitto e che su questi temi si decide tutti.


* Perchè i disastri causati delle alluvioni di queste settimane dimostrano l'impellente necessità di mettere lo stop al consumo di territorio e ad un modello di sviluppo speculativo ed insostenibile e di definire un nuovo Piano Territoriale Regionale ispirato al risparmio del suolo, ad una agricoltura di qualità, all'efficenza energetica del patrimonio edilizio esistente,alla mobilità sostenibile.

Il 4 dicembre manifesteremo a Venezia da Tutto il Veneto come in tutto il mondo

*Perchè la nostra battaglia per l’acqua, per la sua riappropriazione sociale , per la sua gestione pubblica e partecipata si inserisce in un orizzonte più vasto: quello della tutela dei diritti e dei beni comuni, del ciclo dell’acqua, della “ Madre Terra “ nostra casa comune !

Dal 29-11 al 10-12 del 2010 si riunirà a Cancun la 16° COP, dove nell’ambito dell’Onu, i Governi discuteranno su una delle grandi emergenze che il pianeta si trova ad affrontare: quella dei cambiamenti climatici. Vogliamo unire la nostra voce a quella dei movimenti sociali che a Cancun e in tutto il mondo manifesteranno per dire che il cambiamento climatico si combatte con la giustizia sociale e ambientale.


Partecipa il 4 dicembre a Venezia per i Beni Comuni e per la democrazia!