"La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale, perchè dalla sua risoluzione dipende la ripresa di fiducia nelle Istituzioni, la effettiva governabilità del Paese e la tenuta del regime democratico."

Enrico Berlinguer




mercoledì 6 aprile 2011

Per non dimenticare

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.
La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Elsa Morante



Il testo, del 1945, si riferisce a Benito Mussolini.

Pista ciclabile

Presso la nostra Sezione è possibile firmare la petizione per il riuso, come pista ciclabile, della ex ferrovia Valsugana.
Riteniamo che questa opera costituisca un fondamentale tassello per un'alternativa all'auto ed un progresso sostenibile della città.
La Sezione è aperta a tutti coloro che sono interessati.

venerdì 1 aprile 2011

Segnali di un mondo che cambia

Lettera aperta al compagno Bonzio, Consigliere al Comune di Venezia

Caro Sebastiano,

ho ricevuto ora una e-mail, inviata dal gruppo consiliare, con il testo di una tua interessante interrogazione sul Casinò in Via Garibaldi.

Questa interrogazione è firmata "Federazione della Sinistra - Rifondazione Comunista" così come il hai chiamato allo stesso modo il gruppo consiliare del Comune di Venezia: perchè?

Forse non te ne sei reso conto, ma se tu siedi sui banchi del Consiglio Comunale è grazie ai voti presi dalla lista della FdS che non è composta solo da Rifondazione Comunista ma anche dai Comunisti Italiani, da Socialismo 2000 e da Lavoro e Solidarietà. Lo sai bene che con i soli voti di RC non saresti mai stato eletto e nonostante ciò continui a firmarti Rifondazione Comunista e ti rifiuti di confrontarti sulle scelte politiche che fai con tutte le altre forze che compongono la FdS, in particolare i Comunisti Italiani che sono una presenza reale sul territorio veneziano. Da quando sei stato eletto non è mai stato fatto alcun incontro della FdS su questioni che hanno anche rilevanza strategica per il futuro del nostro Comune. E parlo del Piano Ambientale Terriroriale (PAT), con l'ipotesi del nefasto quadrante di tessera e della sub lagunare, o della Legge Speciale o dei tagli ai trasporti pubblici e ai servizi sociali o al futuro di Porto Marghera con le sue industrie e il suo porto e così via.

Caro Sebastiano, se poi si aggiunge a tutto ciò il fatto che RC di Venezia si rifiuta testardamente di costituire, insieme alle altre forze, la Federazione della Sinistra, con i suoi organismi, le sue strutture e il suo bilancio che, ti ricordo, in gran parte dovrebbe dipendere dai versamenti degli eletti nelle istituzioni come dovresti fare tu, è evidente che c'è una precisa scelta del tuo Partito a Venezia, e non solo, di non riconoscere la FdS e quindi di non credere all'obiettivo di creare una forte unità della sinistra nel nostro Paese e magari anche di unire i comunisti in un unico Partito.

Caro Sebastiano, a questa situazione io penso che non ci siano molte vie d'uscita: o ti poni realmente come rappresentante nel Consiglio Comunale della FdS e favorisci anche la sua formale costituzione, oppure fai altre scelte e lascia libero quel posto.

La coerenza non possiamo sempre chiederla agli altri e mai a noi.

Con affetto.


Francesco Di Cataldo

componente della Segreteria PdCI di Venezia.